Liberi pensieri

Smartdesk

L’arredo per ufficio professionale offre la possibilità di creare posti di lavoro con scrivania ed archiviazione.Scrivanie per ufficio

 

Computer, tablet e dispositivi tecnologici in genere ci danno ogni giorno una grande mano.

Il loro avvento è stato un aiuto che con gradualità e prepotenza allo stesso tempo si è fatto spazio nelle nostre case e ancor più, per ovvie ragioni pratiche, nei nostri uffici.
Se come me lavori in ufficio e vi trascorri molto tempo, immagino tu non possa proprio più farne a meno.

Sono naturalmente dello stesso avviso, ma se pensassimo di tornare a 15 o 20 anni fa?

Se tutto questa tecnologia dovesse ad un tratto sparire?

Sei così sicuro di essere in grado di rievocare il buon vecchio e caro lavoro manuale?

Dovremmo riacquisire delle doti di ordine, archiviazione e programmazione che, forse troppo soppiantate da questi aiuti esterni, sono diventati un po’ meno familiari.

È chiaramente un paradosso, una forzatura, ma tanto basta per capire quanto, pur avvalendoci delle strumentazioni che l’odierna tecnologia ci propone, dobbiamo saper fare il nostro mestiere con criterio, senza mandare in letargo le nostre abilità e le nostre competenze.

 

Arredamento ufficio

 

Oggi parliamo quindi di alcune regole di base per eseguire una buona ed intelligente archiviazione, insomma un vademecum per tenere in ordine i documenti e tutto il materiale che ci è utile al lavoro.
Un buon arredo per ufficio e una scrivania funzionale ti aiuteranno senz’altro nell’arduo compito, ma non possono da soli fare miracoli.

Un po’ di buona volontà da parte tua è richiesta: si tratta più che altro di sfruttare a dovere gli spazi e le possibilità che un prodotto di qualità ti offre.
I nativi digitali potrebbero prenderci in giro, ma sappiamo bene quanto il cartaceo oggi conti ancora molto; soprattutto in un paese, il nostro, che impiega del tempo per sintonizzarsi in toto alle novità.

Potrei quindi suggerirti di digitalizzare tutto e riorganizzare la documentazione in file e cartelle sul computer, ma sarebbe troppo e facile e a noi le cose facili, diciamocelo, proprio non piacciono.

Per tenere la carta in ordine senza impazzire occorre fin da subito molta pazienza e darsi un criterio.

Ognuno di noi avrà delle esigenze e degli ambiti di interesse diversi, pertanto sarebbe inutile indicarti delle macro categorie in cui suddividere i plichi di documenti.

In linea generale, tuttavia, è bene organizzare tre diverse pile ed iniziare a fare una prima scrematura della documentazione in possesso.

Per la contabilità, ad esempio, possiamo fare tre mucchi: pagare, archiviare, buttare.

Non avere paura di buttare il superfluo e ricorda di spillare i fogli appartenenti alla stessa pratica per non rischiare di perdere tempo nel momento in cui dovrai recuperarli.

Arredamento per ufficio

 

Bene, hai terminato la prima fase!

Solo adesso potrai prendere singolarmente le pile ed effettuare, se necessario, un’ulteriore suddivisione.

Tornando alla casistica di cui sopra potrai infatti distinguere i pagamenti da effettuare a pubblici o privati, ad esempio.

Se l’insieme di questi due passaggi è stato portato a termine con successo, la strada è in discesa.

Non va comunque sottovalutato lo step successivo: l’archiviazione.

L’errore che spesso siamo portati a fare arrivati a questo punto, rischiando di vanificare il lavoro precedente, è pensare che la nostra memoria possa ricordarsi anche a distanza di tempo di tutti i documenti, di come e dove li abbiamo posizionati.

Parliamo dell’archiviazione quotidiana, quella cioè che utilizziamo frequentemente e che deve essere:

  1.  vicino alla postazione di lavoro;
  2.  facile da sistemare;
  3.  veloce da trovare e consultare.

Non tutti lo sanno, ma una buona archiviazione migliora il lavoro, creando meno stress.
Pensa al nervoso che provi quando non trovi un documento.

 

Arredamento ufficio Arredamento ufficio

 

Per questo sono necessarie 2 cose:

  1. un buon sistema di archiviazione;
  2. un sistema di arredo adatto alle tue specifiche esigenze.

Mentre il primo punto non è nostra materia, per l’arredo siamo degli specialisti e forniamo diverse soluzioni:

  • armadi classici ad ante battenti in legno o cristallo;
  • armadi ad ante scorrevoli, consigliati quando ci sono difficoltà nell’aprire le ante tradizionali;
  • librerie e Boiserie per chi ama avere tutto a vista, più adatte ad ambienti direzionali.

Alcuni consigli per fare un buon acquisto:

  • Verifica se le dimensioni degli armadi sono state ottimizzate per massimizzare il numero dei Dox che possono contenere;
  • Verifica lo spessore dei piani, non capita di rado di vedere negli uffici armadi con imbarazzanti flessioni verso il basso al centro del ripiano;
  • Verifica che gli armadi siano dotati di piedini livellatori, come sai i pavimenti non sono mai perfetti.

Puoi vedere le nostre proposte di armadi e librerie sul nostro sito cliccando qui:
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Voglio ORA presentarti un prodotto innovativo, da noi progettato per avere tutto quello che ti serve a portata di mano.
Il posto di lavoro perfetto per chi vuole una scrivania con “ARCHIVIAZIONE INCORPORATA”.

La novità, nata nell’ufficio Ricerca & Sviluppo Line Kit, agevola il lavoro e rende tutto più facile.
Il prodotto si chiama SMARTDESK.

           …CONTINUA…

Smartdesk

 

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Le dure regole della vita da ufficio, ora tutto sotto controllo.

 


Quali caratteristiche deve avere una poltrona per un manager?

COMODA, DI DESIGN E MATERIALI PREGIATI SONO LE CARATTERISTICHE CHE DEVONO AVERE LE POLTRONE PER UFFICIO DIREZIONALI
Molto spesso noi imprenditori, manager  e liberi professionisti facciamo l’errore di concentrarci sulla scrivanie da ufficio e sui mobili, dimenticando di associare ad essi una poltrona altrettanto valida.
Sei nella stessa situazione anche tu?
Segui allora questi consigli per non fare un acquisto sbagliato e per donare al tuo ufficio direzionale una poltrona…come si deve!
Cerchiamo prima di tutto di inquadrare il concetto di poltrona da ufficio direzionale ideale.

Potremmo riassumere le sue caratteristiche come la perfetta combinazione di immagine e comfort.
Più nel concreto, una seduta eccellente si presenta con canoni ben precisi, ovvero:

  • Pratica e comoda
  • Dal design raffinato
  • Dai materiali pregiati

Soffermiamoci intanto sul primo aspetto, quello per il quale la seduta è un elemento funzionale alle nostre attività, un elemento che ci aiuta in ciò che facciamo ogni giorno a lavoro e che non ci ostacola.
Cosa te ne faresti, del resto, di una poltrona da ufficio bella ma inutile?
Per praticità e comodità intendiamo, quindi, dapprima un prodotto maneggevole, non troppo ingombrante e non troppo pesante, ma che al contempo si addica al ruolo del capo.

Una poltrona di questo tipo deve inoltre garantire facilità negli spostamenti, se è vero che un ufficio direzionale è di dimensioni mediamente più grandi rispetto agli altri, e che generalmente prevede al suo interno grandi scrivanie e tavoli per riunioni: muoversi da una parte all’altra della stanza con agilità risulta fondamentale per facilitare le ricerche e le più comuni operazioni di ogni giorno.

Il comfort è legato ovviamente anche al benessere che la seduta è in grado di garantirci durante le ore lavorative: la possibilità di regolarne l’altezza e lo schienale è, ad esempio, tra le caratteristiche discriminanti nella scelta dell’uno o dell’altro modello.
Anche i braccioli, diversamente da quanto potremmo pensare, svolgono un ruolo molto importante nel far riposare le braccia, rappresentando una base di appoggio distensiva nel momento in cui non sono utilizzate per la battitura o per altre attività.

 

La poltrona per ufficio direzionale perfetta non può prescindere da un aspetto gradevole e ricercato, non può non essere un prodotto che abbia personalità, stile ed una presentazione esteticamente importante.
Il design, ora più classico e sobrio, ora più moderno e ricercato, necessita pertanto di essere valorizzato con abbinamenti cromatici adeguati, rifiniture eseguite a regola d’arte e scelte stilistiche eleganti.
Ricordiamo inoltre che la poltrona va ad inserirsi in un più ampio contesto, quello dell’ufficio, e che il suo design deve sposarsi perfettamente con quello degli altri elementi presenti nella stanza.
Non pensare ad una primadonna, ma ad un’orchestra che segue coralmente uno spartito ben preciso.
Last but not least, per usare un’espressione anglofona, i materiali.

La resa estetica della poltrona da ufficio direzionale è strettamente correlata a questo aspetto, ma diversi altri fattori sono influenzati dalla scelta di uno o dell’altro materiale.
Tra i migliori annoveriamo senza dubbio la pelle, che incrementa decisamente l’eleganza e la presentazione del prodotto, e che contribuisce ad avere una seduta comoda per lungo tempo, se curata a dovere.
A prescindere dal rivestimento, in ogni caso, è bene ricordare che la nostra priorità è quella di beneficiare di un’imbottitura che assicuri comfort, che non rappresenti alla lunga un problema per la salute e che, al contrario, si adatti bene alle forme del corpo.
Il rivestimento dev’essere resistente all’usura e confortevole, e la pelle, con le dovute accortezze, riesce a garantire tutte queste cose.

 

Se hai compreso e memorizzato questi tre aspetti fondamentali, sei pronto per scegliere la sedia direzionale che meglio si adatta al tuo ufficio.
Ricorda: un buon investimento oggi è un gran risparmio per il domani.
È pur sempre la sedia del capo, no?
Se sei un manager, un imprenditore o un libero professionista, scopri le nostre poltrone per ufficio direzionali direttamente dal nostro e.commerce:
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SEI UN IMPRENDITORE, UN MANAGER O UN LIBERO PROFESSIONISTA E STAI PER ACQUISTARE LA TUA NUOVA POLTRONA PER UFFICIO IN PELLE?

La scrivania è stata comprata, ma ti sei bloccato sulla scelta della poltrona per ufficio?

Se può consolarti, è questo uno dei dilemmi più grandi che attanaglia imprenditori e liberi professionisti.

Chiunque, prima o poi, deve fare i conti con una scelta che deve sì considerare l’aspetto legato alla funzionalità, ma che al contempo non può sottrarsi alle esigenze estetiche.

La seduta del tuo ufficio, la cosiddetta poltrona direzionale, deve mostrarsi in tutto il suo splendore: elegante, raffinata, autorevole; nello studio di un BUSINESS MAN  questi elementi non possono mancare.

Così ti starai sicuramente interrogando su quale materiale possa fare maggiormente al caso tuo.

 

scrivania per ufficio

 

Il consiglio che mi sento di darti è di affidarti ad una seduta con rivestimento in pelle perché sa racchiudere in sé tutte le caratteristiche che concorrono a rendere il tuo ufficio direzionale unico, personale e professionale.

 

Naturalmente la poltrona da ufficio in pelle dovrà consentirti di lavorare con la massima efficienza e produttività, di farlo, cioè, in una situazione di massimo comfort.

Non vorrai mica vantare la più bella delle poltrone presidenziali, senza poi poter lavorare comodamente?

In primo luogo, quindi, assicurati che la seduta sia piacevole anche dopo diverse ore di utilizzo e, soprattutto, che non abbia effetti negativi sulla tua salute.

A tal proposito il consiglio è sempre lo stesso, ma vale la pena ribadirlo per evitare di acquistare una poltrona per ufficio che sarai costretto a cambiare tra qualche mese: una sedia ergonomica è la scelta più lungimirante se vuoi rendere al meglio sul posto di lavoro, senza dover poi lamentare mal di schiena ed altri tra i più classici dei problemi di chi lavora per lunghe ore in ufficio.

È bene quindi accertarti che la poltrona in pelle per ufficio sia regolabile in altezza e nello schienale, per adattarla al meglio, in base alle dimensioni e alla posizione della scrivania che hai di fronte: una seduta troppo alta comporterebbe delle innaturali flessioni della schiena, mentre una troppo bassa ti costringerebbe letteralmente ad arrampicarti per arrivare al piano di lavoro e ai device che devi utilizzare.

Occhio in ogni caso a non esagerare!

Comodità sì, ma non hai bisogno di un’imbottitura eccessiva, soprattutto se questa ti obbliga ad assumere una posizione scorretta con la schiena.

Scegli pure il design che più preferisci e valuta la presenza o meno di braccioli: averli ti aiuterà certamente ad essere più dinamico ed a rilassare i muscoli durante le attività di ufficio, evitando che le braccia rimangano a “penzoloni” tra la sedia e la scrivania.

Per quanto riguarda invece il materiale dell’imbottitura, come dicevo, la pelle si fa preferire ad altri tipi di tessuto.

Si tratta, tuttavia, di un tipo di materiale che, per quanto bello e raffinato, necessita di alcune accortezze per preservarlo nella sua interezza con il passare del tempo.

Ecco per te alcuni pratici consigli per la cura della tua poltrona:

  • Sii delicato al massimo quando la pulisci o ne deleghi la pulizia: evita di usare spugne o panni ruvidi, nonché detergenti troppo aggressivi
  • Sii costante nella pulizia della sedia: trascurarla per più di 7-10 giorni consecutivamente potrebbe far sì che eventuali imperfezioni presenti sulla superficie diventino irrimediabili
  • Sii premuroso nei confronti della tua poltrona: una volta all’anno ricorda di lucidarne la superficie così da ammorbidire e nutrire la pelle, rinnovandone l’aspetto

scrivania per ufficio

Bene, adesso che hai tutte le informazioni e gli strumenti per acquistare la tua poltrona da ufficio in pelle, segui pure i tuoi gusti e le tue preferenze. Se necessario, ricorda che un esperto Line kit è sempre a tua completa disposizione per consigli e suggerimenti utili nella ricerca della sedia più adatta alla tua stanza e all’arredamento del tuo studio!

Scopri ora le SEDUTE IN PELLE LINE KIT,

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Ogni anno trascorri seduto nel tuo ufficio in media 221 giorni!

Non ci credi?

Dovrai fartene una ragione e accettare la realtà.
Passi seduto alla tua sedia da ufficio almeno 1.768 ore.

Senza contare tutte le ore extra che da professionista devi dedicare alla tua azienda, spesso la sera e a volte anche durante il week end.

È probabile che, mentre eri indaffarato, intento a portare a termine le tue mansioni quotidiane ed a rispettare le scadenze più imminenti, abbia perso il conto delle ore che rimani seduto a lavorare.

Insomma, hai perso la bussola e la cognizione del tempo, ma non disperare, capita a molti altri liberi professionisti proprio come te.

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Tutto questo tempo da affrontare alla scrivania, legato alla seduta di una sedia per ufficio, non deve essere facile per il nostro corpo, figuriamoci se con una sedia da ufficio di pessima qualità!

Potremmo stare qui ad elencarti tutti i consigli degli esperti, ma tagliamo corto e ti diciamo che, francamente,  tutti questi suggerimenti non bastano se non hai alla base un buon prodotto sul quale iniziare ad applicare le sane abitudini.

Line kit è attenta a tutto ciò e non manca di proporti un prodotto ergonomico al 100%, in grado di fare proprio i requisiti per una seduta di qualità ed i principi per una postura corretta alla scrivania.

La poltrona ufficio ergonomica di Line kit è miracolosa, ma non fa miracoli. Per arrivare allo step successivo, naturalmente, il prossimo passo devi compierlo tu: farlo con la sedia giusta, siamo sicuri, sarà più facile e di maggiore incentivo.

Line kit studia, ti aiuta e ti offre soluzioni mirate: un buon acquisto oggi è un buon acquisto per sempre. 

Perché non approfittarne subito?

Puoi velocemente visionare le sedie da ufficio prodotte da Line Kit nel sito dedicato alla vendita diretta:
Le sedie operative le trovi a questo link:
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Le sedie direzionali le trovi a questo link:
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Puoi comodamente acquistare le sedie per te e per i tuoi collaboratori, direttamente dal tuo ufficio. 

 

L’ERA DIGITALE STA MODIFICANDO IL MODO DI LAVORARE IN UFFICIO?

 

Questo comporterà la scomparsa dell’arredo ufficio di oggi?

Sicuramente stiamo vivendo una trasformazione del modo di lavorare in ufficio.

L’era digitale offre nuovi stimoli  ad architetti, progettisti e produttori di scrivanie per ufficio offerte che devono, gioco-forza, ripensare il posto di lavoro in funzione delle nuove esigenze.

Nuove prospettive che porteranno, almeno in parte, a modifiche dell’offerta di arredi per ufficio che dovranno prevedere posti di lavoro non più fissi ma pensati per i “lavoratori nomadi”.

L’offerta di arredi per ufficio dovrà quindi adattarsi a coloro che,  grazie alla tecnologia,  non dovranno timbrare ogni mattina il cartellino per sedersi alla solita scrivania a loro riservata da anni.

Questi nuovi input  rendono già obsoleto quello che fino a qualche anno fa sembrava il futuro e cioè il TELELAVORO.
E’ sorprendente come le nuove tendenze di oggi  “si consumino” con una velocità sorprendente.

Quello che oggi ci sembra il futuro nel giro di un anno o due risulta già vecchio.

Questo in realtà nasconde  un grande rischio per le imprese che devono ridefinire frequentemente la loro offerta ma anche grandi opportunità per gli “imprenditori visionari” capaci di leggere le future tendenze.

Lo Smartworking è un neologismo che identifica il nuovo ambiente di lavoro, un uno spazio che deve favorire la condivisione e la creatività,  fino a diventare anche un luogo di divertimento, come abbiamo visto fare dai giganti della New-economy (termine ormai obsoleto) Microsoft e Google.

Se vuoi approfondire l’argomento, leggi questo articolo del  Giornale.it economia.
Nell’articolo trovi un’analisi realizzata da Assufficio” sulle nuove tendenze che riguardano il WORKPLACE:
http://www.ilgiornale.it/news/economia/scrivania-zaino-hi-tech-lufficio-diventa-flessibile-1501046.html#/senato/tempo-reale/1%20

Personalmente penso che il “nomadismo professionale” sia sicuramente un fenomeno interessante e che coinvolgerà sicuramente un buon numero di lavoratori.

Sicuramente sarà un fenomeno che colpirà in modo più sensibile le grandi aziende, anche se, oggi, tutte le imprese,  anche quelle più piccole,  sono alla ricerca di trasformare i costi fissi aziendali in costi variabili.
E’ per questo che assistiamo alla crescita esponenziale dei free-lance che, dotati del loro “zainetto hi-tech”, possono lavorare in tempo reale in qualsiasi parte del mondo.

Ma se parliamo di numeri complessivi la percentuale,  in termini assoluti, sarà sicuramente poco rilevante rispetto a tutti coloro che continueranno a lavorare in modo tradizionale.
Un po’ come è successo con altre tendenze,  ricorderai l’home working, il telelavoro, il coworking,  fenomeni interessanti che nella realtà dei numeri non hanno stravolto il sistema.

In conclusione direi che:  treni e metropolitane continueranno, almeno per alcuni anni ancora, ad essere affollati da pendolari ed il posto di lavoro classico composto da: scrivania, cassettiera, seduta e armadio lo farà ancora da padrone.

Il vero segreto per affermare un’azienda al successo è semplicemente il benessere dei propri dipendenti!
Molte ricerche lo confermano: se i dipendenti sono soddisfatti, le performance finanziarie aumentano. Viceversa, se non li si gratifica abbastanza, questo potrebbe rappresentare una causa di fallimento totale.
Siamo troppo drastici? Forse, ma esistono casi specifici in cui la connessione tra questi due elementi è stata provata.
Quindi, noi sosteniamo la ricerca del benessere dello staff e oggi vi forniamo 7 regole da applicare per ottenerla, a questo seguirà un riscontro positivo in ogni settore aziendale.
Perché questo accade?
Semplicemente perché chi lavora bene, lavora meglio e produce di più; avere un rapporto di fiducia con la propria direzione aziendale e instaurare una comunicazione basata su condivisione e sincerità, permette alle persone di sentirsi parte attiva di un gruppo, in cui la propria opinione ha valore e questo viene riconosciuto. A volte basta davvero un minimo sforzo in più per far sentire qualcuno in questo modo.
Ecco quindi qualche suggerimento per creare un ambiente di lavoro soddisfacente, anzi eccellente.

 

1) Orario flessibile

È un passaggio necessario a cui anche i più conservatori prima o poi dovranno cedere. Lasciare ai dipendenti una flessibilità di orario dà maggiore libertà di gestione del lavoro senza farli sentire semplicemente parti di un ingranaggio.
Chiaramente, questo comporta una necessaria e precisa organizzazione lavorativa da parte di tutti.

 

2) Benefit aziendali

L’obiettivo da raggiungere è il miglioramento della qualità di vita delle persone, anche sul luogo di lavoro. Questo significa offrire servizi aggiuntivi per aggiungere confort alla vita lavorativa. Qualche esempio: asili nido, tintoria, mensa o bar, area relax, palestra.
Non per forza devono essere modifiche strutturali drastiche, per l’area relax si potrebbe pensare di inserire nella sala riunioni qualche divano e poltrona, che verranno utili anche durante meeting lunghi ed estenuanti; oppure proporre settimanalmente o mensilmente un appuntamento per lo staff con un massaggiatore, fisioterapista, estetista…sono tante le novità che si possono proporre, anche inserire animali domestici “aziendali”, ad esempio.

 

3) Politica di incentivazione

Occorre incentivare e premiare il proprio staff proponendo promozioni interne, bonus, premi di produzione, ecc.
Se gli affari vanno bene, è giusto renderne merito, inoltre questo è un ottimo input per mantenere una qualità di lavoro alta.

 

4) Stipendi meritocratici

Se la gestione aziendale lo consente, inserire percentuali variabili in base all’apporto in termini di idee, produttività e risultati finali è uno strumento che incentiva lo staff, non solo quindi in base all’anzianità e a livello dirigenziale.

 

5) Corsi di formazione e aggiornamento

Possono sembrare perdite di tempo, ma se i contenuti sono interessanti e non sempre connessi direttamente alla mansione lavorativa, i corsi di formazione e di aggiornamento risultano stimolanti.

 

6) Coinvolgere

Le decisioni aziendali e organizzative devono coinvolgere anche i dipendenti. La comunicazione interna è un aspetto da tutelare con cura ogni giorno, così da monitorare il clima aziendale e prevenire dissidi interni profondi. Creare sistemi, anche anonimi, in cui si può segnalare un problema o suggerire una modifica, è sicuramente una soluzione che aiuta a strutturare un alto livello di fiducia.

 

7) Incoraggiare la creatività

Oltre alla comunicazione per garantire un ambiente di lavoro positivo, è importante anche coinvolgere i dipendenti per quanto riguarda i progetti aziendali, e permettere loro di esprimere un parere, o proporre soluzioni progettuali più efficaci.
Ad esempio, Philips, il venerdì pomeriggio lasciava ai suoi dipendenti libero accesso ai laboratori aziendali per lo sviluppo di progetti personali: questo ha portato ad un incremento dei brevetti depositati del 16% in un solo anno.

Il lavoro in ufficio ha sempre previsto un dress code specifico. Il manager vestito con completo formale è un’immagine a cui siamo sempre stati abituati.
Dress for Success è un libro scritto da John T. Molloy nel 1975 che per 30 anni ha dettato le regole e i codici di abbigliamento adatti alla vita in ufficio e a posizioni di successo.
Molloy sosteneva che l’abito che indossiamo rispecchia la nostra professionalità, pertanto sul luogo di lavoro è fondamentale vestirsi in modo formale e serio, per una questione di decoro e di raggiungimento di obiettivi e successi.

Oggi è ancora così?
Secondo uno studio condotto dalla Yale School of Management nel 2014 vestirsi in modo professionale in ufficio accrescerebbe la produttività nel lavoro, perché andrebbe ad incrementare la sicurezza e l’autostima personale.
Questo è un aspetto che chiunque di noi può facilmente testare nella propria quotidianità provando, per un giorno, ad indossare un abbigliamento più formale rispetto al solito.
È altresì vero che qualunque cosa indossiamo ci influenza in qualche modo. Ad esempio gli abiti informali da week end e tempo libero ci pongono in uno stato generale di relax e buon umore; viceversa lo stesso succede per quando ci vestiamo per andare a lavoro: adottiamo le caratteristiche collegate a quello che indossiamo, ovvero induciamo il cervello a comportarsi in modo coerente con quel significato.
Tuttavia c’è anche chi sostiene il contrario, ovvero che queste ricerche non sono fondate su risultati scientifici ma su dichiarazioni dei diretti interessati.

 

Certo è che ultimamente le cose stanno cambiando. Dagli Stati Uniti, in particolare dalla Silicon Valley, si sono fatti grandi passi avanti.
Per la serie l’abito non fa il monaco, i nuovi CEO giovani e un po’ nerd hanno dress code ben diversi dal classico completo da ufficio: felpe, magliette, abbigliamento casual, qualche polo, sono gli abiti del successo di oggi.
Oltre a loro, molti altri personaggi, anche di notevole importanza, hanno abbracciato uno stile più casual, spesso fidelizzandosi a specifici outfit.
Qualche esempio? Ovviamente il signore di Facebook, Mark Zuckerberg, ma anche personaggi come Diane Keaton, Christopher Nolan, perfino il presidente Barack Obama e lo scienziato Albert Einstein.
Che cos’hanno in comune? Hanno elevato l’abbigliamento casual al successo.
Albert Einstein affermava di non poter sprecare energie intellettuali per pensare a cosa indossare, infatti portava sempre un abito grigio, in tutte le sue varianti.
Anche per il presidente Obama è qualcosa di simile: ha dichiarato a Vanity Fair di avere troppe decisioni da prendere, da qui la necessità di tralasciare scelte che riguardano cosa indossa e cosa mangia.
Un altro personaggio che deve essere assolutamente citato è certamente Steve Jobs, l’uomo con il dolcevita nero. Per lui, il look è stato un brand utilizzato per essere più riconoscibile agli occhi del pubblico. Anche questa è una modalità di sfruttare l’abbigliamento per ufficio per raggiungere obiettivi di successo.

 

Dopo questa panoramica contemporanea, occorre arrivare a una conclusione. Dagli esempi contemporanei, sembra proprio che Molloy e il suo Dress for Success siano stati superati, almeno in parte, poiché ancora oggi persistono ambienti conservatori e istituzionali in cui è d’obbligo un abbigliamento molto formale.
Quello che è stato superato in molte realtà è il puro lavoro in ufficio di 8 ore, in favore di lavori flessibili, smart, che si possono condurre da remoto, quindi da casa o da uno spazio condiviso con altre persone. Se cambia il modo di lavorare, si modifica obbligatoriamente anche il nostro approccio agli abiti per l’ufficio.
Inoltre, in questi ultimi anni l’attenzione si è spostata sul benessere di dipendenti e operatori: tutto viene influenzato dalla ricerca di salute e benessere, quindi anche gli outfit.
Tutto ciò porta a uno sdoganamento formale delle figure direttive; l’esempio eclatante è ancora Mark Zuckerberg di Facebook: lui è davvero l’antitesi dell’amministratore delegato formale e distante, ma, se lui è un paradosso, questo è comunque il mood verso cui tendere.
Tutto il resto, poi, viene di conseguenza.

Hai problemi di concentrazione durante la tua giornata lavorativa in ufficio?

La soluzione adatta a te potrebbe essere semplicemente mettere un po’ di musica in ufficio!
 

Spesso ritenuta una fonte di distrazione, è stato confermato, invece, che la musica influisce sull’umore e sulla produttività.
Sono diversi gli enti che si sono occupati dell’argomento portando avanti ricerche iniziate negli anni ’70: dall’inglese Università di Sheffield alla canadese University of Windsor, incluso il colosso della musica Spotify, che infatti propone anche playlist ad hoc per il lavoro in ufficio.
Ad essere più precisi, gli studi affermano che ascoltare un sottofondo musicale non coinvolge le parti del cervello utilizzate per memorizzare, calcolare, leggere.
Inoltre, la musica riduce i livelli di stress, velocizza il lavoro grazie al ritmo e, non di meno, migliora l’umore e la soddisfazione personale dei dipendenti: è un’ottima soluzione al rumore in ufficio!

 

Bisogna tenere presente, d’altra parte, che non tutte le musiche sono uguali e adatte a qualsiasi tipo di lavoro in ufficio: i brani con troppe parole o con troppi riff di chitarra non aiutano la concentrazione, mentre il volume alto dà energia, ma è sicuramente dannoso nell’analisi di dati, relazioni interpersonali o mansioni complesse.
In generale, la musica in ufficio è l’ideale per i lavori creativi e di programmazione, ma risulta deleteria per lavori direttivi e di contatto con le persone (responsabili vendite, segretarie, ecc).

 

La scelta delle canzoni e della playlist è fondamentale per un risultato efficace:

  • Per il lavoro in ufficio la musica classica resta una garanzia. A chi questo genere proprio non piacesse proponiamo invece la musica creata per i videogiochi.
  • Per aumentare la concentrazione la musica elettronica va benissimo, grazie al carattere ritmico e ripetitivo. Come seconda scelta per la concentrazione i suoni della natura sono perfetti.
  • Chi si occupa di scrivere articoli, copy, testi in generale, deve prediligere la musica strumentale, perché le parole potrebbero costituire una distrazione. Alternative a questa? Canzoni di cui si ignora totalmente il testo, come ad esempio quelle dei Sigur Ros.
  • Se il tuo lavoro è molto stressante e la giornata ti scivola subito via ti consigliamo una serie di canzoni che mantengano un ritmo costante così da provocarti un miglioramento di umore ma senza distrarre la tua mente: la musica lounge è il nostro consiglio.
  • Il tuo lavoro è noioso? Per chi si occupa di lavori ripetitivi, come compilazione di tabelle di dati, copia/incolla di cifre e così via, la scelta migliore per risollevare il morale è data dalle colonne sonore degli action movie. Così il lavoro procede sciolto e ritmato dalla musica e non soffrirete più di abbiocchi. Tra l’altro, in fatto di playlist di soundtrack, Spotify è un vero esperto (così non dovrete neanche cercarne una alla volta).

 

Il silenzio è quello che fa per te? Allora inserisci dei pannelli fonoassorbenti nella tua postazione di lavoro. Incrementerai la tua concentrazione in un ambiente confortevole senza il riverbero acustico.

Sono tanti gli espedienti attuabili per rendere la propria postazione di lavoro confortevole e accogliente.
Inserire del verde in ufficio, come pure enfatizzare la luce naturale, gli scorci paesaggistici e i panorami esterni, ha un impatto molto positivo sulle persone che vi lavorano.
Gran parte della nostra giornata la trascorriamo alla scrivania in ufficio, quindi è fondamentale creare un ambiente di lavoro favorevole: a questo scopo contribuisce anche la natura.
L’ufficio dell’immagine si trova poco fuori Madrid, è stato progettato completamente immerso in un bosco dall’architetto spagnola Selgas Cano.

 

Per “natura” non intendiamo solo ed esclusivamente le piante in ufficio. Come già citato sopra, anche l’illuminazione naturale e la vista dalle finestre aiutano a creare un mood positivo.
Oltre a ciò, i vantaggi concreti sono aumento della produttività, incremento della concentrazione, livelli minori di stress.
Lo sguardo verso l’esterno, lontano dallo schermo del computer e da documenti scritti, permette agli occhi di regolare la rimessa a fuoco, abbassando così il livello di stanchezza e affaticamento della vista.
Inoltre, tenere a vista un elemento naturale, aumenta il livello di socializzazione interpersonale.

 

Se non si ha la fortuna di un panorama interessante alla finestra, le possibilità che si presentano sono diverse. Inserire piante in ufficio è una scelta che pone diverse domande: quali piante inserire? Dove posizionarle? Come abbinarle allo stile dell’ufficio?
Avevamo già pensato tempo fa a quali potessero essere le migliori piante da ufficio (leggi l’articolo), oggi te le ripresentiamo in modo più specifico!

 

La Chlorophytum comosum (falangio) è una pianta originaria dell’Africa Meridionale, una delle più facili da gestire e inserire in ufficio perché adatta anche ad ambienti con poca luce e non necessita di frequenti innaffiature. Tra i suoi benefici rende l’aria più salubre, riduce lo stress ed enfatizza i toni di un ufficio dai colori molto tenui grazie al portamento e alla sua colorazione delicata.

 

Per un ufficio dallo stile più rustico e conviviale, le piante grasse sono ideali. L’Aloe Vera è molto semplice da curare e ha doti curative. La Pilea Peperomioides (in foto) è una pianta grassa decorativa originaria della Cina e il suo tratto distintivo sono sinuose foglie circolari. È una pianta che rimane di piccole dimensioni, molto versatile e semplice da curare.

 

La Melissa Officinalis è la pianta ideale per la scrivania. Non necessita di particolari cure se non quella di mantenere il terriccio ricco e ben drenato. Il vantaggio di questa pianta è il profumo terapeutico: l’olio essenziale che se ne ricava viene utilizzato per calmare l’ansia e ridurre lo stress.

 

Il Bambù è una pianta dalla forte componente d’arredo, ideale per creare divisori naturali di ambienti. Induce psicologicamente uno stato di relax poiché riporta al concetto di giardino Zen. Aiuta a neutralizzare il formaldeide, il benzene e il tricloroetilene presenti nell’aria, ha però bisogno di luce e di spazio, soprattutto in altezza.

 

Con una pianta rampicante come il Pothos e l’Epipremnum aureum (in foto) è possibile creare scenografie suggestive e atmosfere di tranquillità per via del colore delicato del fogliame. Non necessitano di ambienti ideali ma, anzi, hanno forte capacità di adattamento a spazi angusti e illuminazioni scarse.

 

Il Philodendron è adatto agli interni e quindi anche alle postazioni di lavoro. Più delicate come piante, necessitano di un paio di annaffiature a settimana e di un terriccio ricco. La luce solare diretta brucia il fogliame, per cui è da evitare, è preferibile un’intensità media di luminosità. Ideale per creare ambienti ricchi di vegetazione, poiché danno un’impronta suggestiva.

 

Per un ambiente sobrio ed elegante, la scelta migliore è la Spathiphyllum. Chiamata così per il suo fiore “a spatola”, questa pianta ama un terriccio ricco e sempre umido, per cui è bene innaffiarla due-tre volte a settimana per garantire la crescita di foglie sane e folte.

 

Il Nephrolepis, detta comunemente Felce di Boston, è adatta ad ambienti dalle linee squadrate poiché crea un effetto di movimento apparente grazie al portamento frastagliato. Inoltre, riempie gli spazi per via del verde brillante del suo fogliame rigoglioso (quando è in salute).
Il suo beneficio maggiore è depurare l’aria da formaldeide e xilene, sostanze chimiche dannose per il nostro organismo.
Non va esposta direttamente alla luce del sole e il terriccio deve essere umido, per cui è bene innaffiarla abbastanza di frequente.

 

Ora che conosci le specie di piante adatte ad un interno, a seconda delle tue esigenze e stile di arredo del tuo ufficio, scopri come disporle!
Inserire un semplice vaso con la pianta da te scelta non è l’unica opzione. Hai mai pensato di creare un giardino verticale? Invece di un quadro, i tuoi clienti ammirerebbero…il tuo giardino da interno!
Oppure con la creazione di un terrario (piccolo giardino da interno realizzato con più piante in un contenitore) puoi sbizzarrirti e creare composizioni da posizionare al centro del tavolo da riunione oppure sulla tua scrivania.

 

Hai già sperimentato queste scelte?
Raccontaci i tuoi risultati nei commenti!

Utilizzare un supporto digitale per vedere un prodotto e acquistarlo online ormai è entrato nelle nostre consuetudini, anche quando si tratta di mobili per ufficio online.
Il fenomeno si è talmente affermato il numero di utenti che acquistano online è in costante crescita negli ultimi anni; basta provare la comodità offerta e poi se ne diventa dipendenti.
Ormai gli e-commerce offrono tutte le informazioni tecniche e specifiche necessarie per poter fare shopping comodamente dal divano, questo comporta un significativo risparmio di tempo e di “fatica logistica”, e un’offerta esponenzialmente amplificata, potendo spaziare tra un’infinità di siti e-commerce.

 

Anche l’arredo per ufficio sta seguendo questo flusso: i dati sono incoraggianti anche per questo settore.
Certo è che il prodotto va presentato in modo dettagliato per evitare che l’utente incappi in errori che poi lo allontanano e fanno perdere fiducia. Sono fondamentali i dettagli tecnici e informazioni pragmatiche, sia per un mobile per ufficio, sia, ad esempio, per un abito: ad oggi ci sono e-commerce di abbigliamento che forniscono persino le misure della modella del catalogo e la taglia che indossa.
Offrire un’esperienza soddisfacente, performante ed efficace è una prerogativa fondamentale per il successo di un e-commerce.

 

Secondo un’indagine svolta dalla Commissione Europea, nell’Unione Europea gli acquisti online fatti nel 2015 sono cresciuti rispetto all’anno precedente, ma ecco nel dettaglio come viene utilizzato Internet dagli utenti e come essi agiscono su siti di e-commerce.

 

67% delle persone di età compresa tra 16-74 anni nell’UE usa internet ogni giorno o quasi ogni giorno.

Lussemburgo (92%), Danimarca (87%), Paesi Bassi e Finlandia (entrambe 85 %) sono i paesi in cui si naviga di più. Nell’Unione Europea rimane soltanto un 16% di individui che non ha mai utilizzato Internet.

2/3 degli utenti
hanno fatto almeno un acquisto online nel 2015.

 

Nel complesso, le persone che fanno acquisti online sono in crescita, con incrementi maggiori nelle classi di età 16-24 e 25-54 anni (68% in entrambi i casi).

60%
degli utenti ha acquistato abiti o scarpe online.

52%
degli utenti ha fatto acquisti nel settore turistico-alberghiero.

Possiamo concludere sostenendo che il quadro generale è molto proteso verso la crescita in ogni settore di vendita online: questa è la giusta direzione verso cui si sta muovendo il mercato e anche noi di Salone Ufficio ci siamo allineati.
Il nostro canale di vendita di mobili per ufficio online offre qualità, serietà e assistenza completa sia per quanto riguarda l’arredo per ufficio proposto nelle categorie di prodotto online, sia per le richieste di contatto e di progettazione di arredi.

Se desideri saperne di più oppure hai domande, compila il form a fondo pagina…e metti alla prova la nostra qualità!

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