Liberi pensieri

L’ERA DIGITALE STA MODIFICANDO IL MODO DI LAVORARE IN UFFICIO?

 

Questo comporterà la scomparsa dell’arredo ufficio di oggi?

Sicuramente stiamo vivendo una trasformazione del modo di lavorare in ufficio.

L’era digitale offre nuovi stimoli  ad architetti, progettisti e produttori di scrivanie per ufficio offerte che devono, gioco-forza, ripensare il posto di lavoro in funzione delle nuove esigenze.

Nuove prospettive che porteranno, almeno in parte, a modifiche dell’offerta di arredi per ufficio che dovranno prevedere posti di lavoro non più fissi ma pensati per i “lavoratori nomadi”.

L’offerta di arredi per ufficio dovrà quindi adattarsi a coloro che,  grazie alla tecnologia,  non dovranno timbrare ogni mattina il cartellino per sedersi alla solita scrivania a loro riservata da anni.

Questi nuovi input  rendono già obsoleto quello che fino a qualche anno fa sembrava il futuro e cioè il TELELAVORO.
E’ sorprendente come le nuove tendenze di oggi  “si consumino” con una velocità sorprendente.

Quello che oggi ci sembra il futuro nel giro di un anno o due risulta già vecchio.

Questo in realtà nasconde  un grande rischio per le imprese che devono ridefinire frequentemente la loro offerta ma anche grandi opportunità per gli “imprenditori visionari” capaci di leggere le future tendenze.

Lo Smartworking è un neologismo che identifica il nuovo ambiente di lavoro, un uno spazio che deve favorire la condivisione e la creatività,  fino a diventare anche un luogo di divertimento, come abbiamo visto fare dai giganti della New-economy (termine ormai obsoleto) Microsoft e Google.

Se vuoi approfondire l’argomento, leggi questo articolo del  Giornale.it economia.
Nell’articolo trovi un’analisi realizzata da Assufficio” sulle nuove tendenze che riguardano il WORKPLACE:
http://www.ilgiornale.it/news/economia/scrivania-zaino-hi-tech-lufficio-diventa-flessibile-1501046.html#/senato/tempo-reale/1%20

Personalmente penso che il “nomadismo professionale” sia sicuramente un fenomeno interessante e che coinvolgerà sicuramente un buon numero di lavoratori.

Sicuramente sarà un fenomeno che colpirà in modo più sensibile le grandi aziende, anche se, oggi, tutte le imprese,  anche quelle più piccole,  sono alla ricerca di trasformare i costi fissi aziendali in costi variabili.
E’ per questo che assistiamo alla crescita esponenziale dei free-lance che, dotati del loro “zainetto hi-tech”, possono lavorare in tempo reale in qualsiasi parte del mondo.

Ma se parliamo di numeri complessivi la percentuale,  in termini assoluti, sarà sicuramente poco rilevante rispetto a tutti coloro che continueranno a lavorare in modo tradizionale.
Un po’ come è successo con altre tendenze,  ricorderai l’home working, il telelavoro, il coworking,  fenomeni interessanti che nella realtà dei numeri non hanno stravolto il sistema.

In conclusione direi che:  treni e metropolitane continueranno, almeno per alcuni anni ancora, ad essere affollati da pendolari ed il posto di lavoro classico composto da: scrivania, cassettiera, seduta e armadio lo farà ancora da padrone.

Il vero segreto per affermare un’azienda al successo è semplicemente il benessere dei propri dipendenti!
Molte ricerche lo confermano: se i dipendenti sono soddisfatti, le performance finanziarie aumentano. Viceversa, se non li si gratifica abbastanza, questo potrebbe rappresentare una causa di fallimento totale.
Siamo troppo drastici? Forse, ma esistono casi specifici in cui la connessione tra questi due elementi è stata provata.
Quindi, noi sosteniamo la ricerca del benessere dello staff e oggi vi forniamo 7 regole da applicare per ottenerla, a questo seguirà un riscontro positivo in ogni settore aziendale.
Perché questo accade?
Semplicemente perché chi lavora bene, lavora meglio e produce di più; avere un rapporto di fiducia con la propria direzione aziendale e instaurare una comunicazione basata su condivisione e sincerità, permette alle persone di sentirsi parte attiva di un gruppo, in cui la propria opinione ha valore e questo viene riconosciuto. A volte basta davvero un minimo sforzo in più per far sentire qualcuno in questo modo.
Ecco quindi qualche suggerimento per creare un ambiente di lavoro soddisfacente, anzi eccellente.

 

1) Orario flessibile

È un passaggio necessario a cui anche i più conservatori prima o poi dovranno cedere. Lasciare ai dipendenti una flessibilità di orario dà maggiore libertà di gestione del lavoro senza farli sentire semplicemente parti di un ingranaggio.
Chiaramente, questo comporta una necessaria e precisa organizzazione lavorativa da parte di tutti.

 

2) Benefit aziendali

L’obiettivo da raggiungere è il miglioramento della qualità di vita delle persone, anche sul luogo di lavoro. Questo significa offrire servizi aggiuntivi per aggiungere confort alla vita lavorativa. Qualche esempio: asili nido, tintoria, mensa o bar, area relax, palestra.
Non per forza devono essere modifiche strutturali drastiche, per l’area relax si potrebbe pensare di inserire nella sala riunioni qualche divano e poltrona, che verranno utili anche durante meeting lunghi ed estenuanti; oppure proporre settimanalmente o mensilmente un appuntamento per lo staff con un massaggiatore, fisioterapista, estetista…sono tante le novità che si possono proporre, anche inserire animali domestici “aziendali”, ad esempio.

 

3) Politica di incentivazione

Occorre incentivare e premiare il proprio staff proponendo promozioni interne, bonus, premi di produzione, ecc.
Se gli affari vanno bene, è giusto renderne merito, inoltre questo è un ottimo input per mantenere una qualità di lavoro alta.

 

4) Stipendi meritocratici

Se la gestione aziendale lo consente, inserire percentuali variabili in base all’apporto in termini di idee, produttività e risultati finali è uno strumento che incentiva lo staff, non solo quindi in base all’anzianità e a livello dirigenziale.

 

5) Corsi di formazione e aggiornamento

Possono sembrare perdite di tempo, ma se i contenuti sono interessanti e non sempre connessi direttamente alla mansione lavorativa, i corsi di formazione e di aggiornamento risultano stimolanti.

 

6) Coinvolgere

Le decisioni aziendali e organizzative devono coinvolgere anche i dipendenti. La comunicazione interna è un aspetto da tutelare con cura ogni giorno, così da monitorare il clima aziendale e prevenire dissidi interni profondi. Creare sistemi, anche anonimi, in cui si può segnalare un problema o suggerire una modifica, è sicuramente una soluzione che aiuta a strutturare un alto livello di fiducia.

 

7) Incoraggiare la creatività

Oltre alla comunicazione per garantire un ambiente di lavoro positivo, è importante anche coinvolgere i dipendenti per quanto riguarda i progetti aziendali, e permettere loro di esprimere un parere, o proporre soluzioni progettuali più efficaci.
Ad esempio, Philips, il venerdì pomeriggio lasciava ai suoi dipendenti libero accesso ai laboratori aziendali per lo sviluppo di progetti personali: questo ha portato ad un incremento dei brevetti depositati del 16% in un solo anno.

Il lavoro in ufficio ha sempre previsto un dress code specifico. Il manager vestito con completo formale è un’immagine a cui siamo sempre stati abituati.
Dress for Success è un libro scritto da John T. Molloy nel 1975 che per 30 anni ha dettato le regole e i codici di abbigliamento adatti alla vita in ufficio e a posizioni di successo.
Molloy sosteneva che l’abito che indossiamo rispecchia la nostra professionalità, pertanto sul luogo di lavoro è fondamentale vestirsi in modo formale e serio, per una questione di decoro e di raggiungimento di obiettivi e successi.

Oggi è ancora così?
Secondo uno studio condotto dalla Yale School of Management nel 2014 vestirsi in modo professionale in ufficio accrescerebbe la produttività nel lavoro, perché andrebbe ad incrementare la sicurezza e l’autostima personale.
Questo è un aspetto che chiunque di noi può facilmente testare nella propria quotidianità provando, per un giorno, ad indossare un abbigliamento più formale rispetto al solito.
È altresì vero che qualunque cosa indossiamo ci influenza in qualche modo. Ad esempio gli abiti informali da week end e tempo libero ci pongono in uno stato generale di relax e buon umore; viceversa lo stesso succede per quando ci vestiamo per andare a lavoro: adottiamo le caratteristiche collegate a quello che indossiamo, ovvero induciamo il cervello a comportarsi in modo coerente con quel significato.
Tuttavia c’è anche chi sostiene il contrario, ovvero che queste ricerche non sono fondate su risultati scientifici ma su dichiarazioni dei diretti interessati.

 

Certo è che ultimamente le cose stanno cambiando. Dagli Stati Uniti, in particolare dalla Silicon Valley, si sono fatti grandi passi avanti.
Per la serie l’abito non fa il monaco, i nuovi CEO giovani e un po’ nerd hanno dress code ben diversi dal classico completo da ufficio: felpe, magliette, abbigliamento casual, qualche polo, sono gli abiti del successo di oggi.
Oltre a loro, molti altri personaggi, anche di notevole importanza, hanno abbracciato uno stile più casual, spesso fidelizzandosi a specifici outfit.
Qualche esempio? Ovviamente il signore di Facebook, Mark Zuckerberg, ma anche personaggi come Diane Keaton, Christopher Nolan, perfino il presidente Barack Obama e lo scienziato Albert Einstein.
Che cos’hanno in comune? Hanno elevato l’abbigliamento casual al successo.
Albert Einstein affermava di non poter sprecare energie intellettuali per pensare a cosa indossare, infatti portava sempre un abito grigio, in tutte le sue varianti.
Anche per il presidente Obama è qualcosa di simile: ha dichiarato a Vanity Fair di avere troppe decisioni da prendere, da qui la necessità di tralasciare scelte che riguardano cosa indossa e cosa mangia.
Un altro personaggio che deve essere assolutamente citato è certamente Steve Jobs, l’uomo con il dolcevita nero. Per lui, il look è stato un brand utilizzato per essere più riconoscibile agli occhi del pubblico. Anche questa è una modalità di sfruttare l’abbigliamento per ufficio per raggiungere obiettivi di successo.

 

Dopo questa panoramica contemporanea, occorre arrivare a una conclusione. Dagli esempi contemporanei, sembra proprio che Molloy e il suo Dress for Success siano stati superati, almeno in parte, poiché ancora oggi persistono ambienti conservatori e istituzionali in cui è d’obbligo un abbigliamento molto formale.
Quello che è stato superato in molte realtà è il puro lavoro in ufficio di 8 ore, in favore di lavori flessibili, smart, che si possono condurre da remoto, quindi da casa o da uno spazio condiviso con altre persone. Se cambia il modo di lavorare, si modifica obbligatoriamente anche il nostro approccio agli abiti per l’ufficio.
Inoltre, in questi ultimi anni l’attenzione si è spostata sul benessere di dipendenti e operatori: tutto viene influenzato dalla ricerca di salute e benessere, quindi anche gli outfit.
Tutto ciò porta a uno sdoganamento formale delle figure direttive; l’esempio eclatante è ancora Mark Zuckerberg di Facebook: lui è davvero l’antitesi dell’amministratore delegato formale e distante, ma, se lui è un paradosso, questo è comunque il mood verso cui tendere.
Tutto il resto, poi, viene di conseguenza.

Hai problemi di concentrazione durante la tua giornata lavorativa in ufficio?

La soluzione adatta a te potrebbe essere semplicemente mettere un po’ di musica in ufficio!
 

Spesso ritenuta una fonte di distrazione, è stato confermato, invece, che la musica influisce sull’umore e sulla produttività.
Sono diversi gli enti che si sono occupati dell’argomento portando avanti ricerche iniziate negli anni ’70: dall’inglese Università di Sheffield alla canadese University of Windsor, incluso il colosso della musica Spotify, che infatti propone anche playlist ad hoc per il lavoro in ufficio.
Ad essere più precisi, gli studi affermano che ascoltare un sottofondo musicale non coinvolge le parti del cervello utilizzate per memorizzare, calcolare, leggere.
Inoltre, la musica riduce i livelli di stress, velocizza il lavoro grazie al ritmo e, non di meno, migliora l’umore e la soddisfazione personale dei dipendenti: è un’ottima soluzione al rumore in ufficio!

 

Bisogna tenere presente, d’altra parte, che non tutte le musiche sono uguali e adatte a qualsiasi tipo di lavoro in ufficio: i brani con troppe parole o con troppi riff di chitarra non aiutano la concentrazione, mentre il volume alto dà energia, ma è sicuramente dannoso nell’analisi di dati, relazioni interpersonali o mansioni complesse.
In generale, la musica in ufficio è l’ideale per i lavori creativi e di programmazione, ma risulta deleteria per lavori direttivi e di contatto con le persone (responsabili vendite, segretarie, ecc).

 

La scelta delle canzoni e della playlist è fondamentale per un risultato efficace:

  • Per il lavoro in ufficio la musica classica resta una garanzia. A chi questo genere proprio non piacesse proponiamo invece la musica creata per i videogiochi.
  • Per aumentare la concentrazione la musica elettronica va benissimo, grazie al carattere ritmico e ripetitivo. Come seconda scelta per la concentrazione i suoni della natura sono perfetti.
  • Chi si occupa di scrivere articoli, copy, testi in generale, deve prediligere la musica strumentale, perché le parole potrebbero costituire una distrazione. Alternative a questa? Canzoni di cui si ignora totalmente il testo, come ad esempio quelle dei Sigur Ros.
  • Se il tuo lavoro è molto stressante e la giornata ti scivola subito via ti consigliamo una serie di canzoni che mantengano un ritmo costante così da provocarti un miglioramento di umore ma senza distrarre la tua mente: la musica lounge è il nostro consiglio.
  • Il tuo lavoro è noioso? Per chi si occupa di lavori ripetitivi, come compilazione di tabelle di dati, copia/incolla di cifre e così via, la scelta migliore per risollevare il morale è data dalle colonne sonore degli action movie. Così il lavoro procede sciolto e ritmato dalla musica e non soffrirete più di abbiocchi. Tra l’altro, in fatto di playlist di soundtrack, Spotify è un vero esperto (così non dovrete neanche cercarne una alla volta).

 

Il silenzio è quello che fa per te? Allora inserisci dei pannelli fonoassorbenti nella tua postazione di lavoro. Incrementerai la tua concentrazione in un ambiente confortevole senza il riverbero acustico.

Sono tanti gli espedienti attuabili per rendere la propria postazione di lavoro confortevole e accogliente.
Inserire del verde in ufficio, come pure enfatizzare la luce naturale, gli scorci paesaggistici e i panorami esterni, ha un impatto molto positivo sulle persone che vi lavorano.
Gran parte della nostra giornata la trascorriamo alla scrivania in ufficio, quindi è fondamentale creare un ambiente di lavoro favorevole: a questo scopo contribuisce anche la natura.
L’ufficio dell’immagine si trova poco fuori Madrid, è stato progettato completamente immerso in un bosco dall’architetto spagnola Selgas Cano.

 

Per “natura” non intendiamo solo ed esclusivamente le piante in ufficio. Come già citato sopra, anche l’illuminazione naturale e la vista dalle finestre aiutano a creare un mood positivo.
Oltre a ciò, i vantaggi concreti sono aumento della produttività, incremento della concentrazione, livelli minori di stress.
Lo sguardo verso l’esterno, lontano dallo schermo del computer e da documenti scritti, permette agli occhi di regolare la rimessa a fuoco, abbassando così il livello di stanchezza e affaticamento della vista.
Inoltre, tenere a vista un elemento naturale, aumenta il livello di socializzazione interpersonale.

 

Se non si ha la fortuna di un panorama interessante alla finestra, le possibilità che si presentano sono diverse. Inserire piante in ufficio è una scelta che pone diverse domande: quali piante inserire? Dove posizionarle? Come abbinarle allo stile dell’ufficio?
Avevamo già pensato tempo fa a quali potessero essere le migliori piante da ufficio (leggi l’articolo), oggi te le ripresentiamo in modo più specifico!

 

La Chlorophytum comosum (falangio) è una pianta originaria dell’Africa Meridionale, una delle più facili da gestire e inserire in ufficio perché adatta anche ad ambienti con poca luce e non necessita di frequenti innaffiature. Tra i suoi benefici rende l’aria più salubre, riduce lo stress ed enfatizza i toni di un ufficio dai colori molto tenui grazie al portamento e alla sua colorazione delicata.

 

Per un ufficio dallo stile più rustico e conviviale, le piante grasse sono ideali. L’Aloe Vera è molto semplice da curare e ha doti curative. La Pilea Peperomioides (in foto) è una pianta grassa decorativa originaria della Cina e il suo tratto distintivo sono sinuose foglie circolari. È una pianta che rimane di piccole dimensioni, molto versatile e semplice da curare.

 

La Melissa Officinalis è la pianta ideale per la scrivania. Non necessita di particolari cure se non quella di mantenere il terriccio ricco e ben drenato. Il vantaggio di questa pianta è il profumo terapeutico: l’olio essenziale che se ne ricava viene utilizzato per calmare l’ansia e ridurre lo stress.

 

Il Bambù è una pianta dalla forte componente d’arredo, ideale per creare divisori naturali di ambienti. Induce psicologicamente uno stato di relax poiché riporta al concetto di giardino Zen. Aiuta a neutralizzare il formaldeide, il benzene e il tricloroetilene presenti nell’aria, ha però bisogno di luce e di spazio, soprattutto in altezza.

 

Con una pianta rampicante come il Pothos e l’Epipremnum aureum (in foto) è possibile creare scenografie suggestive e atmosfere di tranquillità per via del colore delicato del fogliame. Non necessitano di ambienti ideali ma, anzi, hanno forte capacità di adattamento a spazi angusti e illuminazioni scarse.

 

Il Philodendron è adatto agli interni e quindi anche alle postazioni di lavoro. Più delicate come piante, necessitano di un paio di annaffiature a settimana e di un terriccio ricco. La luce solare diretta brucia il fogliame, per cui è da evitare, è preferibile un’intensità media di luminosità. Ideale per creare ambienti ricchi di vegetazione, poiché danno un’impronta suggestiva.

 

Per un ambiente sobrio ed elegante, la scelta migliore è la Spathiphyllum. Chiamata così per il suo fiore “a spatola”, questa pianta ama un terriccio ricco e sempre umido, per cui è bene innaffiarla due-tre volte a settimana per garantire la crescita di foglie sane e folte.

 

Il Nephrolepis, detta comunemente Felce di Boston, è adatta ad ambienti dalle linee squadrate poiché crea un effetto di movimento apparente grazie al portamento frastagliato. Inoltre, riempie gli spazi per via del verde brillante del suo fogliame rigoglioso (quando è in salute).
Il suo beneficio maggiore è depurare l’aria da formaldeide e xilene, sostanze chimiche dannose per il nostro organismo.
Non va esposta direttamente alla luce del sole e il terriccio deve essere umido, per cui è bene innaffiarla abbastanza di frequente.

 

Ora che conosci le specie di piante adatte ad un interno, a seconda delle tue esigenze e stile di arredo del tuo ufficio, scopri come disporle!
Inserire un semplice vaso con la pianta da te scelta non è l’unica opzione. Hai mai pensato di creare un giardino verticale? Invece di un quadro, i tuoi clienti ammirerebbero…il tuo giardino da interno!
Oppure con la creazione di un terrario (piccolo giardino da interno realizzato con più piante in un contenitore) puoi sbizzarrirti e creare composizioni da posizionare al centro del tavolo da riunione oppure sulla tua scrivania.

 

Hai già sperimentato queste scelte?
Raccontaci i tuoi risultati nei commenti!

Utilizzare un supporto digitale per vedere un prodotto e acquistarlo online ormai è entrato nelle nostre consuetudini, anche quando si tratta di mobili per ufficio online.
Il fenomeno si è talmente affermato il numero di utenti che acquistano online è in costante crescita negli ultimi anni; basta provare la comodità offerta e poi se ne diventa dipendenti.
Ormai gli e-commerce offrono tutte le informazioni tecniche e specifiche necessarie per poter fare shopping comodamente dal divano, questo comporta un significativo risparmio di tempo e di “fatica logistica”, e un’offerta esponenzialmente amplificata, potendo spaziare tra un’infinità di siti e-commerce.

 

Anche l’arredo per ufficio sta seguendo questo flusso: i dati sono incoraggianti anche per questo settore.
Certo è che il prodotto va presentato in modo dettagliato per evitare che l’utente incappi in errori che poi lo allontanano e fanno perdere fiducia. Sono fondamentali i dettagli tecnici e informazioni pragmatiche, sia per un mobile per ufficio, sia, ad esempio, per un abito: ad oggi ci sono e-commerce di abbigliamento che forniscono persino le misure della modella del catalogo e la taglia che indossa.
Offrire un’esperienza soddisfacente, performante ed efficace è una prerogativa fondamentale per il successo di un e-commerce.

 

Secondo un’indagine svolta dalla Commissione Europea, nell’Unione Europea gli acquisti online fatti nel 2015 sono cresciuti rispetto all’anno precedente, ma ecco nel dettaglio come viene utilizzato Internet dagli utenti e come essi agiscono su siti di e-commerce.

 

67% delle persone di età compresa tra 16-74 anni nell’UE usa internet ogni giorno o quasi ogni giorno.

Lussemburgo (92%), Danimarca (87%), Paesi Bassi e Finlandia (entrambe 85 %) sono i paesi in cui si naviga di più. Nell’Unione Europea rimane soltanto un 16% di individui che non ha mai utilizzato Internet.

2/3 degli utenti
hanno fatto almeno un acquisto online nel 2015.

 

Nel complesso, le persone che fanno acquisti online sono in crescita, con incrementi maggiori nelle classi di età 16-24 e 25-54 anni (68% in entrambi i casi).

60%
degli utenti ha acquistato abiti o scarpe online.

52%
degli utenti ha fatto acquisti nel settore turistico-alberghiero.

Possiamo concludere sostenendo che il quadro generale è molto proteso verso la crescita in ogni settore di vendita online: questa è la giusta direzione verso cui si sta muovendo il mercato e anche noi di Salone Ufficio ci siamo allineati.
Il nostro canale di vendita di mobili per ufficio online offre qualità, serietà e assistenza completa sia per quanto riguarda l’arredo per ufficio proposto nelle categorie di prodotto online, sia per le richieste di contatto e di progettazione di arredi.

Se desideri saperne di più oppure hai domande, compila il form a fondo pagina…e metti alla prova la nostra qualità!

Oggi vogliamo iniziare lanciando una grande provocazione al mondo maschile: se sei bello, la tua carriera nel lavoro in ufficio incontrerà molti ostacoli!
Assurdo vero?
Ora ti spieghiamo perché la bellezza alla George Clooney ti può arrecare danno anzichè vantaggio…

 

Secondo uno studio della London Business School, università post-laurea da cui escono fior fiori di manager, avere una bellezza da star non aiuta quando si tratta di colloqui di lavoro e di ottenere promozioni.
La causa è psicologica ed è conseguenza di uno stereotipo maschilista ormai affermato.
L’uomo affascinante è solitamente considerato anche intelligente (pensa te), questo costituisce una doppia minaccia, ovviamente inesistente in realtà, per chi deve pensare di assumerlo o promuoverlo poiché sente in pericolo la propria posizione affermata a causa della bellezza e intelligenza del candidato.
Per questa ragione, le figure maschili attraenti sono collocate, qualora assunte, in settori in cui prevale il lavoro di squadra: in questo modo la loro bravura nel lavoro non potrà mai spiccare agli occhi del capo ufficio.
Tutto questo processo è ovviamente inconscio, ma purtroppo insito nei ragionamenti cerebrali con cui si agisce.
Per le donne che lavorano in ufficio questo significa una cosa: accantonate il sogno del capo ufficio sexy in stile “Mad Men” (eccezioni escluse, voi potete continuare a sognare)!

 

D’altra parte, però, anche il gentil sesso non ha vita facile quando si tratta di lavoro in ufficio. Per le donne, il ragionamento che vige è il contrario, ovvero una donna bella non è ritenuta anche intelligente, o meglio, viene considerata leggera, sempre a causa di stereotipi maschilisti che, sebbene siano considerati superati, aleggiano ben presenti in testa.

 

Ci teniamo a puntare la lente su questioni come queste, seppure con ironia e leggerezza, perché, a causa di stereotipi come questi, il rischio di commettere errori nelle assunzioni e nelle valutazioni delle persone è concreto e reale!
Se un imprenditore ragiona, inconsciamente, in questo modo, getta via molte occasioni di validi collaboratori e dipendenti, donne e uomini.
Come afferma la professoressa Sun Young Lee, che ha curato l’indagine dell’università inglese: “È importante che le imprese siano consapevoli del peso di stereotipi di questo tipo su assunzioni e carriere. Per questo la decisione su chi assumere e chi promuovere dovrebbe essere assegnata a organismi esterni o indipendenti.”.
Comunque, se anche non ve la sentiste di affidarvi a terzi, ora avete preso consapevolezza del problema e questo è un ottimo inizio per fare un buon lavoro quando si tratta di personale attraente: sapete quali sono i processi che scattano nella nostra mente; il vostro compito sarà quello di aggirarli e non restarne vittime!!!

Qualunque tipo di lavoro, si sa, richiede concentrazione e impegno, ma a volte sembra particolarmente impossibile concentrarsi.
Seduti alla nostra scrivania per ufficio, ci sentiamo stanchi, fiacchi, svogliati, affaticati e il rendimento inevitabilmente cala; diventiamo poco efficienti sul lavoro e dimentichiamo facilmente le cose. Diamo la colpa allo stress, al bisogno di vacanza, alla mancanza della giusta dose di riposo per via di impegni e scadenze…

 

Spesso non ci si pensa, ma anche il nostro regime alimentare influisce sulla capacità di concentrazione.
Mangiare troppo o troppo poco, infatti, può interferire anche sul livello di attenzione.
Un pasto pesante, ad esempio, ci farà sentire particolarmente stanchi, mentre l’assunzione insufficiente di calorie, può comportare la comparsa dei fastidiosi morsi della fame e un calo del livello di attenzione e concentrazione.
Per questi motivi, è consigliabile seguire una dieta bilanciata e ricca di un’ampia varietà di cibi salutari.

 

Innanzitutto, il primo pasto che fa carburare il cervello è una buona colazione.
Pensateci due volte, quindi, prima di saltarla optando per un semplice caffè al volo… Alcuni studi hanno infatti dimostrato che fare colazione, migliora la memoria e il livello di attenzione.
In cima alla lista troviamo in particolar modo i cereali integrali come farro, orzo, miglio e avena che, grazie all’alto contenuto di fibre, hanno un alto potere saziante. Ottimi anche a pranzo, sotto forma di zuppe o minestre in quanto non provocano quella fastidiosa sonnolenza post-pasto, particolarmente nemica della concentrazione.

 

Inoltre è consigliabile, soprattutto per una “pausa-caffè” sana, la frutta secca come mandorle, pistacchi, noci e nocciole che contengono alti livelli di acidi grassi essenziali che aiutano il cervello.
Quattro o cinque frutti al giorno sono più che sufficienti e magari abbinati a una tazza di caffè e un quadretto di cioccolato fondente che, grazie al loro contenuto di caffeina, aiutano a mantenerci vigili e svegli.
Non dovrebbe essere necessario ricordarlo, ma lo facciamo ugualmente: occhio a non abusarne perché i loro effetti sono di breve durata e la crisi d’astinenza potrebbe causarci mal di testa e suscettibilità.

 

Fondamentale poi è mantenersi ben idratati e quindi bere, bere, bere!
Eh si, anche l’acqua aiuta la concentrazione, perché anche una leggera disidratazione può far calare le capacità del cervello.
Un’altra bevanda che dovremmo sempre avere a portata di mano è il tè verde che, oltre ad essere un ottimo antiossidante, non contiene calorie e combatte la stanchezza. Una o due tazze di tè verde al giorno possono bastare, ma rigorosamente senza zucchero e senza dolcificanti.
A tutto questo si vanno ad aggiungere alcune buoni abitudini come: cercare di dormire almeno 8 ore a notte ed effettuare esercizio fisico con regolarità.

 

Grazie a questi consigli, seduti alla vostra scrivania, il cervello lavorerà al meglio e i livelli di concentrazione saliranno più rapidamente.

L’avvento dell’e-commerce, non c’è alcun dubbio, ha cambiato in maniera significativa il rapporto tra consumatori e commercianti e questo, con pro e contro.
Quello che è sicuro, è che alcuni tipi di imprese sono, purtroppo, sempre più destinate a sparire.
Come i piccoli commercianti, ad esempio, che hanno mantenuto una modalità di vendita spesso obsoleta, per non parlare della limitata scelta di prodotti e, spesso, della mancanza di servizi per il cliente, come ad esempio il parcheggio.
Negli ultimi anni abbiamo vissuto il successo dei centri commerciali, del resto rappresentano ancora una formula vincente, per la loro competitività dei prezzi e per la completezza dell’offerta.

 

Ma le logiche del commercio ed il mercato sono sempre in movimento e stanno cambiando le regole rapidamente.
Lo vediamo ogni giorno, ed è per questo che i commercianti dovrebbero fare una valutazione appropriata anche considerando l’integrazione della vendita sul web.
Se da un lato l’e-commerce è visto da molti come eccessivamente freddo e senza alcun rapporto con il cliente, dall’altro lato vendere online i propri prodotti,  ha un duplice (e non indifferente) vantaggio.
Il primo è dato sicuramente da una maggiore visibilità, perché in questo modo si ha la possibilità di arrivare nelle case delle persone in un mercato territorialmente molto ampio.
Il secondo è quello di una migliore gestione delle scorte attingendo da magazzini centralizzati.
Molto spesso, infatti, nei negozi non troviamo uno specifico prodotto in tutte le sue colorazioni o taglie.
Ecco che diventa essenziale dirottare l’interessato verso il proprio negozio online, dove potrà trovare una grande varietà di proposte.
Si pensi semplicemente a quale prezioso servizio si può dare al cliente che in negozio non trova un determinato prodotto ma che può tranquillamente ordinare online e riceverlo direttamente a casa in pochissimi giorni.
Internet non potrà che, ancora una volta, modificare le abitudini di acquisto dei consumatori.
Anche nell’arredo ufficio stiamo assistendo ad una crescita esponenziale di visite ed una buon incremento delle vendite direttamente dai nostri portali di vendita on line.

Sono tante, tantissime le ore che si trascorrono seduti alla scrivania e l’ufficio, proprio per questo motivo, per molti, diventa come una vera e propria seconda casa in cui si è però costretti a condividere spesso piccoli spazi con più persone e questo non sempre è un piacere. Ecco perché anche in ufficio occorre un minimo di bon ton e cioè un comportamento consono da tenere.
I comportamenti che danno (a ragione) solitamente più fastidio sono: il pettegolezzo, il disordine e la sporcizia.
A questi si aggiungono l’uso di profumi troppo forti e la suoneria del cellulare, spesso motivo di litigio all’interno dell’ufficio.

 

Quindi, regola numero 1: no al gossip.
Siamo al lavoro, non al bar, quindi cerchiamo di evitare di raccontare i dettagli della propria vita privata e, soprattutto, degli altri e di fare domande troppo personali ai colleghi. Lasciamo tutto questo magari a momenti come la pausa caffè, ad esempio, sempre mantenendo una sorta di discrezione senza voler approfondire troppo gli argomenti.

 

Regola numero 2: gentilezza.
Può capitare che il comportamento di un collega vi faccia arrabbiare, ma questo non vi autorizza a sbottate in pubblico.
La soluzione ideale è quella di chiarire in modo pacato ed in separata sede, spiegando le vostre ragioni a quattrocchi. Un sorriso poi non guasta mai e aiuta ad avere una vita in ufficio (ma non solo) più facile.
La stessa regola è da applicare quando vediamo un cliente. Evitiamo quindi di mostrarci seccati, anzi, al contrario, accogliamolo sempre con un sorriso e, se possibile, andandogli incontro e stringendogli la mano.

 

Regola numero 3: teniamo le temperature a norma di legge.
Altro argomento su cui spesso ci sono diatribe in ufficio, in questo caso tra freddolosi e calorosi, è circa la temperatura.
Discussioni inutili, mi verrebbe da dire, visto che basterebbe attenersi alle disposizioni che l’Inail raccomanda: mantenere una temperatura dai 18 ai 22 gradi in inverno, mentre in estate la differenza fra temperatura esterna ed interna non deve superare i 7 gradi. Et voilà… problema risolto.

 

Regola numero 4: scrivania pulita e in ordine.
Tenere la scrivania il più ordinato possibile evitando di creare mucchi di documenti, post-it multicolor a corollario del monitor del computer e oggettini vari seminati sulla postazione di lavoro. L’ordine della scrivania trasmette la vostra immagine.

 

Regola numero 5: pranzo e buona educazione.
Capita che si debba finire un lavoro e non si riesca a tornare a casa per il pranzo.
Nessun problema, si può tranquillamente mangiare al lavoro, ma occorre verificare alcune condizioni.
Se in ufficio ci sono altre persone, prima di consumare il vostro pranzo alla postazione di lavoro, magari chiedete: a qualcuno potrebbe dare fastidio l’odore.
Una buona regola è quindi quella di prendersi una pausa di cinque-dieci minuti e consumare lo spuntino nella saletta della macchina del caffè, pulendo naturalmente la zona dove avete mangiato senza lasciare briciole o avanzi.

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