Scrivania ufficio, simbolo di potere!

Scrivania ufficio, simbolo di potere!

La scrivania ufficio da sempre è simbolo di potere!
Ci racconta di passioni, tic e affetti.
La scrivania ci racconta molto della persona che la occupa!
Chi non ricorda almeno una foto di potenti dietro la loro scrivania?
Una delle foto più celebri è quella che immortalò John Kennedy al lavoro nello Studio Ovale con il figlio John Jr. che spunta da sotto l’imponente scrivania!

 

E una curiosa fusione quella che vede il personaggio pubblico, potente con il suo aspetto più intimo e privato!
Tante sono le foto che ritraggono personaggi di questo calibro nelle loro situazioni più intime e confidenziali.
Ultimamente abbiamo visto le foto di Obama, probabilmente il personaggio più potente ed influente del mondo in situazione private e personali.
Sicuramente, l’effetto marketing che si intende scaturire ci permette di rendere l’uomo politico più vicino all’uomo comune.

 

Nei primi anni del ‘900 personaggi diventati oramai scomodi sono stati fotografati vicino alla loro scrivania per rappresentare il potere, per incutere quel senso di paura che permetteva di controllare le masse. Celebri le foto, nel periodo fascista, di mussolini sulla sua scrivania in ufficio!

IL mondo però sta cambiando!
Mark Zuckerberg, Steve Jobs, uomini di grosso potere e spessore, personaggi che hanno fatto e stanno facendo la storia, che stanno influenzando in maniera profonda la società contemporanea sono rappresentati nel loro quotidiano, in modo informale, mentre sono a stretto con i loro collaboratori.
Fino a qualche decennio fa, la dimensione e la fattura della scrivania ufficio erano rappresentazione inquivocabile del potere!
Si era portati a pensare che il potere e le capacità lavorative venissero misurate attraverso la dimensione della scrivania, dal numero di segretarie, e dalla dimensione dell’ufficio!
Tutti sicuramente ricordiamo la famosa poltrona in “pelle umana” del capo di Fantozzi!

 

La scrivania quindi, in una qualche misura, ci racconta che il mondo sta cambiando, che la società o almeno una parte di essa, quella che conta, quella che fa progresso, quella che genera profitti, sta passando da un modello dell’apparire ad uno dell’essere.

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