Il capo ufficio: pregi e difetti

Il capo ufficio: pregi e difetti

È noto da tempo che l’andamento di un’organizzazione dipende sì dalle qualità del capo ma anche e soprattutto da quelle dei suoi collaboratori. Del resto un’organizzazione è fatta di persone e il saperle gestire bene comporterà sicuramente risultati positivi.

 

È anche a partire da questi presupposti che si è sviluppata l’iniziativa promossa da Leitz – marchio di Esselte: “azienda leader mondiale nel mercato dei prodotti per l’ufficio”– denominata “Sei in sintonia con il tuo capo?” e riservata a segretarie, assistenti di direzione e office manager di tutta Italia. Il sondaggio è stato svolto su un campione di aziende italiane che si occupano di svariati settori, non solo della vendita mobili per ufficio.

 

Dal 1° marzo al 30 aprile, i circa 1000 partecipanti (75% donne e 25% uomini) alla suddetta ricerca sono stati interrogati sulla qualità del rapporto lavorativo con il proprio capo, e sul grado di correlazione tra sintonia sul posto di lavoro e l’efficacia e la produttività raggiunte. Le risposte sono state davvero sorprendenti.

 

Il primo dato emerso è che, nonostante la tendenza del mondo di lavoro ad orientarsi verso la flessibilità, i rapporti professionali sono in realtà caratterizzati da una forte e crescente stabilità: il 37% degli intervistati dichiara, infatti, di aver lavorato nella stessa azienda per più di 10 anni e il 27% addirittura con lo stesso capo.

 

A conferma di ciò, si possono prendere le risposte alla domanda “Cosa mancherebbe al tuo capo se tu non ci fossi più?”. A differenza di quanto si potrebbe pensare, non sono le competenze professionali ad essere ritenute capaci di garantire un rapporto professionale tranquillo, bensì le capacità organizzative e di problem solving, il senso pratico e la memoria storica (28%). Per il 20% dei votanti, poi, sono i tratti caratteriali, fedeltà, lealtà, affidabilità, riservatezza, ad essere ritenuti indispensabili e a garantire la sintonia con il proprio capo.

 

Le qualità del capo che favoriscono maggiormente la nascita e il proseguimento di un rapporto professionale proficuo per entrambe le parti sono innanzitutto la preparazione e l’esperienza (30%), poi l’intelligenza (22%) e l’educazione (17%). Purtroppo, cari capi che state leggendo questo articolo, la simpatia e lo stile sono, invece, poco apprezzati: solamente per un 6% e 5% queste qualità sono ben viste.

 

E quali sono, invece, i difetti del capo, capaci di compromettere un rapporto professionale?
Secondo le segretarie italiane, al primo posto ci sarebbe la presunzione, seguita a stretto giro dalla maleducazione e dall’avarizia, mentre solo per il 10% di loro vengono mal tollerate le scarse competenze professionali.

 

L’ultimo aspetto interessante da analizzare è quello riguardante gli argomenti tabù da affrontare con il proprio superiore. La palma d’oro va al blocco “critiche, consigli e osservazioni su alcuni aspetti del carattere del capo”, seguito dalla classica “richiesta di aumenti e di benefit”. Il 10% punta il dito contro le “lacune professionali” dei propri dirigenti mentre l’11% vorrebbe semplicemente poter inveire liberamente e senza conseguenze, dando sfogo alla propria frustrazione, contro il proprio capo.

 

In generale ciò che è emerso dalla ricerca è che la maggioranza dei partecipanti ha dichiarato di sentirsi in sintonia con il proprio boss e addirittura il ha sostenuto di vivere praticamente in simbiosi con lui, mentre solo un misero 8% non ha nessuna affinità con il suo superiore.

 

Cari responsabili, da domani mattina lasciate a casa la vostra presunzione e la vostra arroganza e portate con voi al lavoro solamente la vostra intelligenza, le vostre capacità professionali, l’educazione, la gentilezza e la pazienza. Potrete costruire così un’organizzazione tendente ad una perfetta efficienza e ad una produttività elevata.

Un video divertente, che impazza in rete, racconta proprio la differenza tra l’ufficio del capo e l’ufficio del dipendente, per vederlo clicca qui.

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